In una settimana ho perso tre chili, e non è che ne avessi di scorta...
Lavorare stanca, scrivere stanca moltissimo, almeno me. Perché ciò che scrivo mi piaccia deve essere vero, autentico. E con questo non voglio dire che io non possa scrivere che gli sposi si sono incontrati per la prima volta mentre sorvolavano Urano, ma che quando descrivo i loro sguardi che si incontrano; l'emozione di un ragazzo nello sfiorare la mano della ragazza che desidera... questi sentimenti devono essere veri e reali e concreti come una forma di pane. E vere e sincere devono essere le pose, gli atteggiamenti, i gesti. Scrivere, per me, è rigore e disciplina. Un passo ben scritto è un momento in cui l'autore ha saputo dominare la penna che gli scorreva tra le mani scrivendo si accasciò sulla sedia; era una notte tempestosa; spiccarono il volo; ma si è chiesto 'Si è accasciato su quella sedia?' O piuttosto si è abbandonato? Era una notte tempestosa o non piuttosto una notte cupa, fredda, un buio ostile? Le frasi fatte sono il fast-food della scrittura. E con questo non voglio dire di aver scritto chissà quali immortali capolavori della letteratura, posso solo dire con orgoglio che ogni parola, ogni frase è stata onesta. Il risultato di un lavoro paziente, faticoso e anche doloroso di introspezione.
