giovedì 27 ottobre 2011

5 novembre...

La forma ‘diaristica’ dal punto di vista dell’event reporter - uno stile attuale e partecipe

Questa mattina, di buon ora, accompagno Barbara nella scelta del vestito da sposa. Ci incontriamo in strada e come speravo è la mamma ad accompagnarla. Piove a dirotto e sembriamo tutte e tre molto molto lontane dall’immagine che ci rimandano le modelle che sfilano sul monitor dell’atelier. L’euforia però non manca e Barbara, da sotto l’ombrello, lancia occhiate alla vetrina del negozio ancora chiuso che ricordano in tutto e per tutto quelle di una bambina di fronte ad una pasticceria. Non riesco a capire se abbia o meno un’idea precisa del vestito che vuole indossare. Nell’attesa entriamo in un caffé e ho modo di scoprire, sotto l’ombrello, gli occhi scuri e belli di Lucia, che si presenta senza affettazione.
Piacere, sono la madre della sposa.
Già, ma la madre della sposa può essere tutto e niente, signora, può essere lo scoglio che due ragazzi devono aver aggirato a largo, può essere l’amica e la complice di sua figlia, può essere la regola, il giudice e l’assoluzione. Può essere la forza. E Lucia è la forza. Lucia mi regala un sorriso intelligente mentre mi porge la mano. Capisco che sono ospite nella sua casa. Capisco che i suoi occhi hanno tante storie da raccontare. Ne saprò alcune, forse, di qualcuna potrò dire; ma l’impressione con cui ci siamo lasciate è che Barbara e i suoi fratelli possano contare su una madre che ha imparato a resistere ai colpi della fortuna, che sa affrontarli senza piegar la testa, che molto può compredere e molto sopportare, che lì starà per loro, in ogni tempo.
Mentre cerco di registrare nella mia memoria le impressioni di questo primo incontro, vedo con la coda dell’occhio che Barbara ci saluta appena con un cenno, si avvicina alla vetrina. Ed entra...

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