mercoledì 26 ottobre 2011

8 ottobre...

La forma ‘diaristica’ dal punto di vista dell’event reporter - uno stile attuale e partecipe.

 Luca risponde al citofono, lo immagino imbarazzato, impacciato mentre alza il ricevitore; così come immagino Barbara si avvicini alle sue spalle senza dimenticare di sorvolare la stanza con uno sguardo.
Va tutto bene – penserà - si comincia!
Oggi infatti si comincia, o meglio, si prosegue, ciò che una giovane coppia ha iniziato molti anni fa innamorandosi.
Entrando nella loro casa sono investita dalle loro attenzioni, premure e dalla loro curiosità: racconterò un giorno la storia del loro incontro, del loro amore, del loro essersi promessi l’uno a l’altra per la vita. Sono disposti per qualche mese a rivivere i loro ricordi per me e a lasciarmi condividere la loro gioia. E io non sarò mai in grado di far capire loro come mi senta grata di questa fiducia, di essere la prima persona, estranea alla famiglia e ai loro amici –ancora per poco spero!- ad essere ammessa a questo bene così prezioso, come il loro affetto; ad essere io la prima di una serie di persone, appuntamenti e impegni che scandiranno il tempo che li separa dal celebrare la loro promessa.
Domandano di me, del mio lavoro, e hanno una sola voce e un solo intento: farmi sentire a mio agio. Ed io mi accomodo e rispondo e osservo: attorno a noi c’è una casa accogliente, hanno scelto dei colori accesi per le pareti, hanno osato con il rosso ciliegia del salone, l’arancione nel corridoio, mentre la cucina è di un blu profondo e calmo che mi ricorda il mare di fine estate. Li hanno scelti insieme, senza tentennamenti, senza disaccordi. Mi raccontano che solo la stanza da letto è costata qualche ripensamento e più di una scusa rimandata da un capo all’altro del telefono: Blu, no Bordeaux, no Blu... Ed ora il grande letto bianco è accostato ad una magnifica parete Marrone, Marrone come le castagne, come la cioccolata; un colore caldo e avvolgente.
Alla fine ci siamo convinti tutti e due per questa tinta.
E questa tinta, cara Barbara e caro Luca, non è un caso che vi sia costata forse una lacrima e un po’ di amarezza, non è un caso che proprio per la vostra stanza abbiate faticato un po’ di più, perché questo è il colore che avete scelto per coccolarvi a vicenda, per viziarvi perché siete golosi di cioccolato, per svegliarvi insieme ogni mattina con già il pensiero ad un caffé portato a letto, per ricordarvi che eravate un Blu e un Bordeaux e insieme avete voluto un colore diverso, un colore che dicesse noi anziché io.
Aspettando che il mio infuso, scelto ad arte da Barbara che sembra proprio intuire i miei desideri, si stiepidisca, mi aggiro nel salone e scorro con lo sguardo soprammobili, libri, fotografie, fotografie e ancora fotografie, di viaggi, di abbracci, ma sempre loro: di Barbara e Luca in sei anni di vita in cerca l’uno dell’altra. Gli piace raccontarsi: posso quasi con gli occhi ripercorrere estati al mare, viaggi in Europa, sciate con gli amici, e quasi toccare il desiderio che hanno del loro viaggio di nozze in Messico. Luca me ne parla dettagliatamente e Barbara lo osserva sorridendo; intuisco che le piace viaggiare, ma ama soprattutto farsi guidare dall’entusiasmo di lui. Del resto questo momento deve pur ricordarle qualcosa, se è vero che è così che si sono conosciuti: organizzando un viaggio.
Lei con i suoi amici progettava, finiti gli esami, di passare quindici giorni in Corsica. Luca si presentò al pub, amico di amici, passava a salutare, ma in Corsica c’era stato l’anno prima e di fronte ad una birra chiara raccontò quello che ricordava. Barbara rimase subito colpita dal suo profilo e dalle sue mani -che ancora ora sta osservando attenta mentre Luca gesticola- mentre descriveva una terra tanto bella e i giorni e le serate che vi aveva trascorso.
Barbara oggi mi racconta che quei quindici giorni ebbe sempre la sensazione di viverli sulle tracce di Luca, che guardava il mare sforzando di immaginarsi su quale scoglio lui si fosse seduto ad ammirarlo, che cercava sulla carta i luoghi nominati troppo frettolosamente quell’unica sera in cui si erano incontrati. E Luca tace ora, e la guarda, e mi guarda, e fissa il bracciolo della poltrona, perché lui questo non lo sapeva. Si sposano tra cinque mesi e Luca non sapeva quanto Barbara l’avesse amato fin dal primo momento. Ed è grato, forse anche a me, che quel pensiero che la sua compagna teneva chiuso nel suo cuore sia uscito ed è commosso nel pensare che quella sera all’uscita del pub non era stato il solo ad andarsene a casa con la sensazione di aver lasciato per sempre una parte di sé, una parte del proprio cuore, a qualcuno.

Nessun commento:

Posta un commento

 

Template by Best Web Hosting