La forma ‘diaristica’ dal punto di vista dell’event reporter - uno stile attuale e partecipe.
Luca risponde al citofono, lo immagino imbarazzato, impacciato mentre alza il ricevitore; così come immagino Barbara si avvicini alle sue spalle senza dimenticare di sorvolare la stanza con uno sguardo.
Luca risponde al citofono, lo immagino imbarazzato, impacciato mentre alza il ricevitore; così come immagino Barbara si avvicini alle sue spalle senza dimenticare di sorvolare la stanza con uno sguardo.
Va tutto bene – penserà - si
comincia!
Oggi infatti si comincia, o meglio,
si prosegue, ciò che una giovane coppia ha iniziato molti anni
fa innamorandosi.
Entrando nella loro casa sono
investita dalle loro attenzioni, premure e dalla loro curiosità:
racconterò un giorno la storia del loro incontro, del loro
amore, del loro essersi promessi l’uno a l’altra per la vita.
Sono disposti per qualche mese a rivivere i loro ricordi per me e a
lasciarmi condividere la loro gioia. E io non sarò mai in
grado di far capire loro come mi senta grata di questa fiducia, di
essere la prima persona, estranea alla famiglia e ai loro amici
–ancora per poco spero!- ad essere ammessa a questo bene così
prezioso, come il loro affetto; ad essere io la prima di una serie di
persone, appuntamenti e impegni che scandiranno il tempo che li
separa dal celebrare la loro promessa.
Domandano di me, del mio lavoro, e
hanno una sola voce e un solo intento: farmi sentire a mio agio. Ed
io mi accomodo e rispondo e osservo: attorno a noi c’è una
casa accogliente, hanno scelto dei colori accesi per le pareti, hanno
osato con il rosso ciliegia del salone, l’arancione nel corridoio,
mentre la cucina è di un blu profondo e calmo che mi ricorda
il mare di fine estate. Li hanno scelti insieme, senza tentennamenti,
senza disaccordi. Mi raccontano che solo la stanza da letto è
costata qualche ripensamento e più di una scusa rimandata da
un capo all’altro del telefono: Blu, no Bordeaux, no Blu... Ed ora
il grande letto bianco è accostato ad una magnifica parete
Marrone, Marrone come le castagne, come la cioccolata; un colore
caldo e avvolgente.
Alla fine ci siamo convinti tutti e
due per questa tinta.
E questa tinta, cara Barbara e caro
Luca, non è un caso che vi sia costata forse una lacrima e un
po’ di amarezza, non è un caso che proprio per la vostra
stanza abbiate faticato un po’ di più, perché questo
è il colore che avete scelto per coccolarvi a vicenda, per
viziarvi perché siete golosi di cioccolato, per svegliarvi
insieme ogni mattina con già il pensiero ad un caffé
portato a letto, per ricordarvi che eravate un Blu e un Bordeaux e
insieme avete voluto un colore diverso, un colore che dicesse noi
anziché io.
Aspettando che il mio infuso, scelto
ad arte da Barbara che sembra proprio intuire i miei desideri, si
stiepidisca, mi aggiro nel salone e scorro con lo sguardo
soprammobili, libri, fotografie, fotografie e ancora fotografie, di
viaggi, di abbracci, ma sempre loro: di Barbara e Luca in sei anni di
vita in cerca l’uno dell’altra. Gli piace raccontarsi: posso
quasi con gli occhi ripercorrere estati al mare, viaggi in Europa,
sciate con gli amici, e quasi toccare il desiderio che hanno del loro
viaggio di nozze in Messico. Luca me ne parla dettagliatamente e
Barbara lo osserva sorridendo; intuisco che le piace viaggiare, ma
ama soprattutto farsi guidare dall’entusiasmo di lui. Del resto
questo momento deve pur ricordarle qualcosa, se è vero che è
così che si sono conosciuti: organizzando un viaggio.
Lei con i suoi amici progettava,
finiti gli esami, di passare quindici giorni in Corsica. Luca si
presentò al pub, amico di amici, passava a salutare, ma in
Corsica c’era stato l’anno prima e di fronte ad una birra chiara
raccontò quello che ricordava. Barbara rimase subito colpita
dal suo profilo e dalle sue mani -che ancora ora sta osservando
attenta mentre Luca gesticola- mentre descriveva una terra tanto
bella e i giorni e le serate che vi aveva trascorso.
Barbara oggi mi racconta che quei
quindici giorni ebbe sempre la sensazione di viverli sulle tracce di
Luca, che guardava il mare sforzando di immaginarsi su quale scoglio
lui si fosse seduto ad ammirarlo, che cercava sulla carta i luoghi
nominati troppo frettolosamente quell’unica sera in cui si erano
incontrati. E Luca tace ora, e la guarda, e mi guarda, e fissa il
bracciolo della poltrona, perché lui questo non lo sapeva. Si
sposano tra cinque mesi e Luca non sapeva quanto Barbara l’avesse
amato fin dal primo momento. Ed è grato, forse anche a me, che
quel pensiero che la sua compagna teneva chiuso nel suo cuore sia
uscito ed è commosso nel pensare che quella sera all’uscita
del pub non era stato il solo ad andarsene a casa con la sensazione
di aver lasciato per sempre una parte di sé, una parte del
proprio cuore, a qualcuno.

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