La forma ‘narrativa’- uno stile più formale che fissa nel passato remoto il racconto storicizzandolo
Riuscire a scrollarsi di dosso una piovosa mattina di inizio novembre, scuotere via con l’impermeabile bagnato le preoccupazioni del lavoro e riscoprire, sotto il pullover, il velo di una dorata abbronzatura. In pochi momenti quella che sembrava una mattina di commissioni stretta tra un’incombenza ed un’altra si trasformò in un’esperienza di gioia quasi infantile e di spensieratezza.
Riuscire a scrollarsi di dosso una piovosa mattina di inizio novembre, scuotere via con l’impermeabile bagnato le preoccupazioni del lavoro e riscoprire, sotto il pullover, il velo di una dorata abbronzatura. In pochi momenti quella che sembrava una mattina di commissioni stretta tra un’incombenza ed un’altra si trasformò in un’esperienza di gioia quasi infantile e di spensieratezza.
Solo Barbara in cuor suo sa quante
volte ha ripercorso nella mente un lungo guardaroba pieno di vestiti,
quante volte da bambina ha sognato di passare la mano su un tulle
candido, sull’organza avorio, di inanellare le dita con roselline a
ricamo e poi dire: È
questo! Così, forse nel ricordo di un gioco giocato tra
bambine, si avvicinò alla fila di vestiti appesi. Si fermò
ad una qualche distanza percorrendoli con lo sguardo, forse con la
paura che scomparissero al contatto: che quei soffici rigonfiamenti
di tessuto leggerissimo, Puf!, toccati, svanissero come bolle di
sapone. Come un sogno sognato ad occhi aperti.
Rimase per poco titubante però;
dopo qualche metro si soffermò davanti ad una sezione di
vestiti di candido mikado; lisci; semplici, stretti tra tessuti
rigidi e ritorti, tra vesti di crêpe
de georgette e
fiocchi di chiffon, tra applicazioni e pizzo Chantilly. Si voltò
radiosa e certamente dovette pensare: È questo!
Le mani esperte della sarta
estrassero quello che sarebbe stato Il vestito di Barbara. A vederlo
lì, sulla sua stampella, appeso davanti allo specchio
dell’ampio armadio dell’atelier così esuberante di colori
e matasse di tessuti ricchi e operati, sembrava spoglio, sobrio,
quasi severo.
La sarta, attenta a cogliere la lieve
delusione negli occhi della madre della sposa, dopo aver lasciato che
Barbara facesse la sua scelta iniziò a proporle i propri
modelli, quelli che più dovevano valorizzare il fisico di lei.
Ma forse non il temperamento. Al vestito stile redingote
scelto dalla sposa, si aggiunsero due abiti con corpino in pizzo e
ampia gonna in satin, un terzo color champagne con una gonna tulipano
a balze sovrapposte... Barbara docilmente provò e riprovò,
entrando e uscendo dal salottino con un’aria neutra e noncurante,
lisciandosi le pieghe della gonna senza trascurare di guardarsi negli
specchi che ne restituivano l’immagine di profilo; ma quando alla
fine indossò il Suo vestito, per la prima volta le altre
signore presenti tacquero e dovettero riconoscere che la sposa aveva
già scelto il vestito con cui sarebbe giunta all’altare.
Barbara uscendo dal camerino apparve
da subito più serena in quell’abito; il taglio austero delle
spalline era addolcito da uno scollo ampio e morbido percorso da una
doppia fila di perle, la vita alta la slanciava mentre il tessuto
aderiva al busto allargandosi sui fianchi per cadere poi in morbide
pieghe dai riflessi candidi nella lunga gonna. Sulle spalle gentili
una dolce organza di seta disegnava le morbide maniche. Barbara era
perfetta. Il suo sorriso, gli occhi e i capelli scuri, l’incarnato
caldo e ambrato... un’intera seduta di trucco non avrebbe saputo
regalarle un aspetto più luminoso.
Una grande signora della moda un
giorno disse: Vesti male e ricorderanno l'abito, vesti
impeccabilmente e ricorderanno la persona. Barbara scegliendo per sé
un vestito dal taglio semplice e dal colore immacolato, ha esaltato
il suo carattere, ha lasciato parlare il proprio modo di essere e
interpretare il matrimonio. Ha dimostrato che quello che intendeva
celebrare era l’unione di due anime, la scelta della propria vita,
non una festa o una parata in cui esibire il suo bel corpo o un
vestito immaginifico.
La sposa sorrise tacendo alla
stilista e alla sarta che solo allora sì girò a
raccogliere il punta spilli per segnare i piccoli ritocchi da
appuntare al vestito...

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